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domenica 31 maggio 2015

Gateau Delizioso con Ricotta


Ho iniziato la dieta... praticamente a parte i dolci che ovviamente vanno eliminati o concessi in modiche quantità.. posso mangiare pochissimi alimenti... ed è dura! Ero preparata al divieto dei dolci, ma non a tutto il resto, no ai latticini, no alle carni rosse, no all'uovo, no alle patate, no ad alcune verdure e frutti, no allo scatolame e a tutti i lievitati... In conclusione pane azzimo e...acqua. Il mio fisico non tollerava più nulla, quindi vai con la purificazione. Bisogna "soffrì" per un paio di mesi. :) Visto che per il momento non pasticcio, rilancio una delle prime ricette postate nel blog e quasi dimenticate e ...forse non a caso ho scelto qualcosa di salato :)


...Forse penserete l'ennesimo... ma fortunatamente è una pietanza che si può preparare in tante varianti e non delude mai. 
Ho aggiunto la ricotta agli altri ingredienti ed il suo sapore è decisamente più delicato. 
Mi piace moltissimo e quando lo preparo faccio sempre una teglia grande in modo tale da poterlo mangiare anche il giorno dopo perché lo trovo anche più gustoso...

Ingredienti
2 kg di patate
2 uova
200 ml latte
200 g mozzarella
200 g di prosciutto cotto
200 g di pancetta
250 g ricotta
100 g burro
50 g parmigiano grattugiato
e sale q.b.

Ho cotto le patate nella pentola a pressione poi le ho passate nello schiacciapatate. Nelle patate ancora bollenti ho sciolto il burro e le ho intiepidite versandovi il latte freddo. Ho poi aggiunto uno per volta gli altri ingredienti: prosciutto cotto, pancetta, ricotta sgocciolata, mozzarella tagliata a dadini, le uova una per volta ed il sale. Ho amalgamato per bene il tutto ed in ultimo ho messo il parmigiano grattugiato.


Ho imburrato una teglia e ho messo una spolverata di pane grattato per fare una leggera crosticina sul fondo. Ho versato il composto e l'ho livellato con la forchetta rigando la superficie ricoprendola con altro pane grattugiato e un po' di parmigiano. Ho inforno a 170° x 45" circa.


Il giorno dopo è ancora più buono!







sabato 16 maggio 2015

Graffe senza Patate Uova e Burro



Questa ricetta me l'ha data Teresa, la madre di una mia cara amica, Monica, conosciuta anni fa su di un forum di cucina e poi incontrata nel 2010. Da allora ogni anno in estate passo a salutarla quando vado in vacanza in provincia di Salerno. L'anno scorso ho conosciuto anche la madre, una bella donna solare e simpaticissima, brava ai fornelli e brava nella preparazione di dolci. Monica mi aveva parlato spesso di quanto fossero buone le graffe senza uova e senza patate della madre e quindi non ho potuto fare a meno di farmi dare la ricetta. La signora Teresa su di un kg di farina utilizza i bicchieri per i liquidi e non ha potuto dirmi le quantità... lei con la sua bravura ed esperienza non ne ha bisogno... io al contrario no, se non ho tutto pesato...non azzardo, ma dopo aver parlato con lei al telefono è stato tutto più semplice, sempre gentilissima e disponibilissima mi ha dato ragguagli per potermi destreggiare anche senza averle mai visto fare la preparazione. Ho solo ridotto la dose originale di 1/4 per mangiarne di meno, mi conosco bene e so che sarei stata capace di mangiarle tutte insieme a mio figlio Emanuele... siamo i golosi della famiglia! La prossima settimana io andrò dalla dietologa specializzata in Nutrizione, medicina Ortomolecolare e kinesiologia, devo perdere un po'... tanti... chili, e prima che mi metta a pane ed acqua "mi sparo le ultime cartucce" con queste deliziose craffe :) La medicina ortomolecolare prende in considerazione non solo le influenze biochimiche derivanti al tipo di alimentazione e dalle sostanze nutrizionali così introdotte, ma anche le interazioni che si sviluppano nel soggetto dal contatto con l’ambiente. La chinesi è una disciplina che consente, mediante “semplici” test muscolari, di ottenere informazioni sullo stato di equilibrio dell’individuo a livello fisico/strutturale, mentale/emotivo e biochimico/nutrizionale. La scelta di questa dietista è stata dettata anche dalla necessità di verificare quali alimenti il mio organismo non tollera e che oltre tendono a farmi ingrassare, potrebbero anche essere la causa dei miei mal di testa.  Diciamo che il 60% del mio sovrappeso è colpa del continuo esercizio fisico della mandibola, su è giù, giù e su, in armonia con il braccio, su è giù e giù e su, che spesso faccio durante l'arco della giornata. Unico equilibrio presente nel mio fisico al momento :)


... e poi associare assolutamente attività fisica ovviamente. Ma senza dilungarmi troppo in chiacchiere vi offro queste graffe più leggere perchè sono senza burro ed aromatizzate alla vaniglia. :) 


Ingredienti 
1/4 della dose originale - 13 mini graffe

150 g   farina w170 Senz'altro
100 g   manitoba (farina americana)
  18 g   zucchero di canna grezzo 
  60 g   di olio di semi di arachidi
120 ml di latte a temperatura ambiente
  1/2      bustina Mastro fornaio o 12,5 lievito di birra
     1      pizzico di sale
   1/2     cucchiaino raso di vaniglia in polvere Bourbon
             zucchero q.b.
             olio di semi di arachidi q.b. per friggere 

Lo zucchero di canna è meno raffinato quindi per renderlo più facilmente solubile a contatto con i liquidi l'ho polverizzato con il bimby.
Nella planetaria ho messo la farina miscelata con il M.Fornaio + due cucchiaini di zucchero come descritto sulla bustina per la riuscita della lievitazione. Al centro ho aggiunto lo zucchero, la vaniglia, il sale, l'olio ed  il latte, ho montato il gancio per i lievitati e mandato in funzione a velocità bassa e pian piano che il composto si amalgamava, ho aumentato la velocità lasciandolo lavorare fin quando l'impasto si è staccato dalle pareti del cestello.


Ho preso l'impasto che rimane appiccicoso ma facile da gestire e dopo averlo ripiegato un paio di volte su se stesso, l'ho posto in una ciotola per la lievitazione coperto con la pellicola a contatto e messo in forno spento fino al raddoppio, circa 90'. Ovviamente il tempo varia anche in base alla temperatura interna di casa ed esterna, più fa caldo e prima avviene la lievitazione.


Al raddoppio ho preso l'impasto e l'ho lavorato pochissimo formando una palla ripiegata su se stessa.


Ho ricavato dal panetto 13 palline da 34 g l'una coperte con la pellicola per non far asciugare l'impasto e da ognuna di essa ho ricavato un cilindretto lungo 15 cm circa, ho unito le estremità pressandole leggermente e messe a lievitare per una seconda volta sulla tavola da lavoro leggermente infarinata, distanti fra loro coperte con un canovaccio per 1 h circa.


Una volta trascorso il tempo, in un pentolino stretto ed alto, ho fritto in olio di semi di arachidi le graffe, una alla volta per 20" circa per lato. Prima di iniziare la frittura ho sondato la temperatura dell'olio mettendo una mollica di pane nell'olio, quando sale a galla e si formano le bollicine intorno è pronto. 
Ho poi fatto colare l'olio in eccesso e le ho passate nello zucchero di canna, che avrei dovuto raffinare per meglio farlo aderire alle graffe... sarà per la prossima volta :)


Con questa ricetta partecipo al contest "I Lievitati" 
di Alice del Blog "La Cucina di Esme"

giovedì 7 maggio 2015

Babà al Caffè



... Ricetta del 2012 ripubblicata per partecipare al contest " I Lievitati" di Alice de "La Cucina di Esme"...

Non avrei mai e poi mai pensato di fare un babà al caffè, anche se ultimamente l'ho visto al cioccolato e mi ero anche ripromessa di farlo, ma presa da quella voglia improvvisa e, decisa a utilizzare quei bicchierini nuovi di zecca comprati ormai da anni, mi sono messa all'opera per pasticciare. Avevo tutti gli ingredienti a parte il limone non trattato. Potevo sostituirlo con l'aroma al limone, ma " 'nu' babà" senza la buccia di limone non è " 'nu' babà". Quindi ho deciso di cambiarne completamente il gusto. La ricetta è collaudata, presa da un calendario della Paneangeli, alla quale ho sostituito la farina 00 con la farina americana o manitoba e naturalmente la buccia di limone con 50 ml di caffè aggiunto 100 ml di latte ( per raggiungere i 150 ml previsti nella ricetta) con due cucchiaini di nescafè + uno di zucchero.

Dosi per 14 babà

250 gr di manitoba
25 gr di zucchero
3 uova
50 gr di burro fuso tiepido
1 bustina di lievito di birra Mastro Fornaio Paneangeli
100 ml di latte
50 ml di caffè ristretto (il primo che esce) *
2 cucchiaini di Nescaffé + uno di zucchero*
1/2 cucchiaino di sale
1 bustina di vanillina Paneangeli
(per la ricetta classica 1/2 scorza grattugiata di un limone e 150 ml di latte )*

Per lo sciroppo
600 ml di acqua
600 ml di zucchero
175 di rum.
panna q.b. per farcirli

Per l'impasto ho usato la planetaria, ho messo la farina setacciata e miscelata con il lievito, al centro lo zucchero, la vanillina, (scorza di limone saltata), il sale, le uova e ho cominciato ad amalgamare il tutto ad una bassa velocità. Ho aggiunto il burro fuso tiepido ed in ultimo il latte miscelato con 50 ml di caffè e i 2 cucchiaini di nescafè tiepido. Ho aumentato la velocità fino a quando l'impasto è risultato liscio, omogeneo ed elastico.



L'impasto l'ho lasciato nella planetaria coperta da un canovaccio umido e fatto lievitare per circa 2 ore, deve raddoppiare di volume. Ho imburrato ed infarinato i bicchierini di diametro 6 e alti 6 cm e riempiti per metà e lasciati lievitare fino a quando l'impasto raggiunge l'orlo. Li ho infornati nella parte inferiore del forno a 170° ventilato per 40" circa. Ovviamente fare la prova stecchino e quando si sono imbruniti in superficie sono pronti.


Ho sformato i babà raffreddati, li ho coperti con un canovaccio e lasciati riposare fino al giorno dopo.

                           

Il giorno seguente ho preparato lo sciroppo mettendo in un pentolino l'acqua con lo zucchero e portandolo a bollore. A fuoco spento ho aggiunto il rum. Ho immerso bene da tutti i lati i babà nello sciroppo caldo. Ho praticato una incisione per lungo profonda un cm e li farciti con la panna.


Li ho serviti irrorandoli con una parte di bagna miscelata con il caffè.










giovedì 30 aprile 2015

Sbriciolata Con Crema Frangipane



L'intenzione c'era.. ve lo giuro! Era quella di fare la Tarte con crema frangipane della bella Valentina del blog "La ricetta che vale" ...ma ahime! ho commesso un errore... il momento del co...ne! si dice a Roma :) Mi son detta preparo la frolla di sera così riposa in frigo tutta la notte... mejo me so detta! dopo aver messo farina e burro dentro la planetaria ho montato il gancio per i lievitati... e girava e girava ma non quagliava!!! Aggiungo gli altri ingredienti, ma niente. Si vede che non utilizzavo la planetaria da più di un anno! Non ho proprio riflettuto.. proprio una pollina :) Comunque non si butta via niente ho messo l'impasto sul tappetino in silicone ed ho lavorato a mano per formare la palla quasi un kg di impasto con due manine piccine. Sante le nostre nonne e mamme che facevano tutto senza robot o altro, al posto delle mani avevano le palanche, io invece figlia della tecnologia e delle comodità . Direte voi perchè non hai prontamente sostituito il gancio... beh! dulcis in fundo non ci sono arrivata subito :( 
Tutta colpa del fatto che erano le 22:00 e a quell'ora sono solitamente accoccolata fra le braccia a Morfeo.  Ho recuperato la frolla e messa in frigo... e sempre in braccio a Morfeo sono andata a ninna. il giorno dopo mi sveglio tutta pimpante e mi adopero a seguitare la preparazione, prendo la frolla e dopo averla fatta riposare a temperatura ambiente per un po', ho inziato a spianarla... Ebbene si spezzettava tutta, non sono riuscita a fare la sfoglia, quindi ho tagliato la testa al toro, l'ho sbriciolata e messa nello stampo. Non demordo. Ero però indecisa se postarla oppure no, non era quello che volevo, ma poi ci ho ripensato, il risultato finale è stato buono lo stesso, cambia solo la forma. Ho usato uno stampo da 30 cm di diametro, non avendo altra misura a disposizione ed ho utilizzato tutta la frolla, sbriciolata sia sotto che sopra. Le dosi sono le stesse della ricetta di Valentina ho solo sostituito lo zucchero con il maltitolo e le fragoline, che non ho trovate di decenti, con i lamponi che ho messo nel ripieno con la crema frangipane. 




Ingredienti per la frolla  (stampo da 30 cm di diametro)

500 g di farina 00
250 g di burro a basso contenuto si colesterolo
180 g di maltitolo
1 tuorlo
1 uovo intero
i semini di mezza bacca di vaniglia Bourbon
(io 4 gocce aroma naturale alla vaniglia)
un pizzico di sale

Crema frangipane

175 g di burro a basso contenuto di colesterolo
150 g di maltitolo
175 g di farina di mandorle
2 uova
1/2 limone
150g di lamponi
zucchero a velo q.b.

*la quantità di crema non è sufficiente per uno stampo da 30, quindi o fare i bordi della sbriciolata da 3 cm o aumentare di un mezzo la dose della crema. Io purtroppo me ne sono resa conto quando l'ho versata nel guscio ed ho rifilato i bordi con il coltello di circa 5 mm.

Ho lavorato nella planetaria  il burro a pezzetti freddo da frigo con la farina per formare la sabbiatura, ho aggiunto il maltitolo e lasciata andare per un po', ho poi aggiunto prima il tuorlo e poi l'uovo intero ed in ultimo aroma e sale. Purtroppo ho usato un gancio sbagliato, per cui ho proceduto a mano e compattato la frolla che poi ho schiacciato ed avvolto nella pellicola e messa in frigo per tutta la notte.  Il mattino seguente ho sbriciolato parte della frolla nello stampo e l'ho pressata leggermente con le dita per eliminare ogni eventuale buchetto e ho creato un bordo di 4 cm. L'ho messa in forno a 180° per 20' coperta con carta forno e fagioli.


Per la crema ho ridotto in farina le mandorle tritandole insieme a 20g di maltitolo, per assorbire l'eventuale olio che possa fuoriuscire mettendole da parte. Ho montato il burro tagliato a pezzetti a temperatura ambiente con il maltitolo, ho aggiunto poi le uova, la farina di mandorle e la buccia di mezzo limone grattugiata.




Ho versato la crema nel guscio di frolla ,dopo averla svuotata dai fagioli, ho aggiunto i lamponi e ricoperto il tutto con l'altra frolla sbriciolata. Ho rifilato i bordi del guscio togliendone circa 5 mm, la crema mi era sembrata poca per uno stampo che ho usato. Ho infornato la sbriciolata a 150° per 45' e poi altri 5'  accendendo solo la parte alta del forno per meglio colorire la parte superiore.


Questo è il risultato finale


Ho messo lo zucchero a velo, ma proprio un velo dovendola mangiare anche mio marito e l'ho decorata con tre mandorle e tre lamponi.






venerdì 13 marzo 2015

Brownies light con farina integrale e di nocciole


E' passato poco più di un anno dall'ultima ricetta pubblicata sul blog e francamente non avrei neanche immaginato di stare nuovamente qui a scrivere di me. Ne è passata di acqua sotto i ponti e non voglio assillarvi, ma l'inverno scorso mio marito ha scoperto di essere diabetico "Mellito tipo 2" causato dal colesterolo alto e questo ha completamente stravolto tutto il nostro modo di mangiare. Per fortuna mio marito non ama i dolci, ma da quando ha saputo che neanche una tantum avrebbe potuto mangiarsi il suo bel cornetto mattutino, ha incominciato a chiedermi di preparargli qualcosa con gli ingredienti adatti al suo problema. Ho fatto una torta di mele, ricetta presa su internet, con la farina integrale che non avevo mai usato prima e francamente non ha soddisfatto molto solo me e l'idea che ho io di dolce "goloso". Qualcosa di goloso, ma senza farina 00, senza burro e non zuccheroso.... pensa che ti ripensa ho voluto sperimentare i brownies di cui vado ghiotta, ma sostituendo e riducendo la farina  00 con quella integrale e quella di nocciole che i diabetici possono mangiare, il burro con l'olio e lo zucchero con il dolcificante.
Tutto questo l'ho fatto circa quattro settimane fa, poi dopo, ho scoperto che esiste una farina per diabetici che ho già acquistato e che utilizzerò in seguito. Comunque quando ho iniziato a preparare il dolce non ho affatto pensato al blog, ed infatti non ho foto della lavorazione, ma visto il risultato, prima in forno e poi alla degustazione, ho voluto condividere questa ricetta con chi come mio marito, ha il diabete tipo 2, con chi durante una dieta ipocalorica o con chiunque voglia potersi concedere un fetta di dolcezza senza troppi pensieri. In questa ricetta ho usato il dietor, poi dopo confrontandomi con altre persone e spulciando il web ho avuto modo di acculturarmi anche sulle molteplici alternative naturali per addolcire "la vita". Quelli chimici a lungo andare fanno male, di quelli naturali alcuni sono sconsigliati ai diabetici, altri hanno un retrogusto che poco si adatta a tutte le preparazioni di dolci quindi sono ancora alla ricerca di uno che si adatti completamente a tutto. Beninteso che non sono qui a disquisire se usare uno o l'altro dolcificante, non spetta a me che non sono addetta ai lavori, ma vi offro i brownies in segno di amicizia e di dolcezza per chi, come dicevo prima, voglia godere del gusto anche se "senza"

Ingredienti
220 g cioccolato fondente al 50%
  70 g farina integrale
  50 g farina di nocciole tostate
  50 g nocciole tostate tritate grossolanamente
  20 g cacao
100 ml olio di semi di arachidi
    4 uova
  15 g dietor (fino ad un massimo di 25g)
    1 bustina di lievito per dolci
    3 gocce di estratto di vaniglia naturale (o fialetta di aroma della cammeo)

Premetto che io ho preso spunto dalla ricetta dei Brownies ai pistacchi che feci tempo, ma ho sostituito e diminuito le quantità del burro, da 190 g a 125 g per un corrispondente di 100g di olio (100g di burro corrisponde 80 g di olio), e lo zucchero da 300 g a 150g per un corrispondente di 25g di dietor, (1g di dietor corrisponde a 6 g di zucchero) che ho ulteriormente diminuito perché temevo che incidesse troppo sui brownies.
Ho preparato la farina di nocciole tritandole finemente con il cacao per assorbire l'olio che fuoriesce azionando il tritatutto ad intervalli e le restanti nocciole le ho tritate grossolanamente per inserirle nell'impasto. Ho miscelato la farina integrale a quella di nocciole e ho aggiunto il lievito. In una ciotola ho battuto le uova per poterle meglio miscelare successivamente al cioccolato fondente fuso. In un'altra ciotola più grande ho spezzettato il cioccolato fondente e sciolto a bagno maria con un quarto di olio di semi, il restante olio l'ho aggiunto a fuoco spento insieme al dietor e all'aroma alla vaniglia e l' ho lasciato intiepidire. Ho poi versato un po' per volta il battuto d'uova, facendolo bene assorbire con le fruste elettriche a velocità bassa, prima di versarne dell'altro. Ho incorporato un po' per volta la miscela di farine al cioccolato fondente mescolandola bene prima di aggiungerne altra. In ultimo ho messo il sale e le nocciole tritate e versato l'impasto in una teglia usa e getta da 6 porzioni. Ho infornato 175° per 30' circa.


Vi garantisco che nonstante i "senza" ha riscosso un gran successo, il profumo del cioccolato fondente e delle nocciole tostate è tutto dire.





mercoledì 12 febbraio 2014

Madeleine



Rieccomi qui... Anche se con poca assiduità per impegni personali che non sto qui a raccontarvi per non annoiarvi, pubblico un dolcetto  per condividerlo con voi, ma proprio non riesco a star lontana del tutto dal blog. Mi piace troppo pasticciare e poi fotografare, ma tra lavoro, palestra per me, per rallentare "effetto gravità" :)  e rugby per il figlio, tre volte a settimana, panni pieni di fango da lavare a mano, mi vien voglia di buttarli dopo ogni allenamento... dovrebbero fare dei tessuti usa e getta :))) Cocco de' mamma, ma quanto te vo' bene mamma!  


Tempo fa Flo' un'amica al lavoro mi disse di aver comprato gli stampi delle Madeleine e mi chiese se le avessi mai fatte...  mai fatte e non ricordo neanche di averle mai mangiate quindi le chiesi di acquistarli anche per me ed eccole qui semplici da preparare, profumate e golose da non riuscire a smettere di mangiarle.


La ricetta è quella presentate da "I dolcetti di Paola" con l'unica variante l'aggiunta di aroma naturale alla vaniglia

Ingredienti

150 g di farina
150 g di zucchero
    3    uova
  80 g burro
1/2     cucchiaino di sale
1/2     cucchiaino di lievito
          buccia di un'arancia (io aroma all'arancia )
in più ho aggiunto 2 gocce di aroma naturale alla vaniglia

Purtroppo non avevo arance non trattate, ma pur di provare questi biscotti deliziosi ho ripiegato sull'aroma all'arancia. In una ciotola ho miscelato la farina setacciata con il sale ed il lievito e messa da parte. Nella planetaria, ad alta velocità, ho montato le uova con lo zucchero, ho aggiunto il burro fuso intiepidito, l'aroma alla vaniglia e all'arancia, in ultimo, a bassa velocità, la farina amalgamando il tutto. Ho trasferito il composto in una ciotola e ricoperta con pellicola e posta a riposare in frigo per più di un'ora. Con l'aiuto di due cucchiai ho riempito lo stampo delle Madeleine con una quantità poco più grande si una noce facendo attenzione e non riempirle sino all'orlo. Le ho infornate a 175° per 25' circa. 


Con questa quantità ho ricavato 24 Madeleine e 10 piccoli dolcetti cotti nei pirottini in silicone da 3 cm. Ho sformato le Madeleine una volta completamente raffreddate, le ho spolverizzate con lo zucchero a velo e gustate.



con questa ricetta partecipo al contest di Consuelo del blog "I Biscotti della Zia"


sabato 4 gennaio 2014

Tiramisù al Limone e Cioccolato Bianco





"... Queste ultime settimane del mese di marzo sono state un po' sofferte per me causa cefalee, che mi rendono invalidante a tutti gli effetti e quando si scatenano il fine settimana diventa un vero strazio. Finalmente la primavera si è fatta sentire anche qui, oggi giornata calda e mi è venuta voglia di un dolcetto fresco e che mi tiri sù anche il morale..."


Ingredienti

1 pacco di savoiardi
Crema al limone
1 limone e mezzo spremuto + la buccia grattugiata
180 gr di acqua (un bicchiere di carta)
30 gr di amido di mais
160 gr di zucchero
100 gr di cioccolato bianco
2 gocce di aroma alla vaniglia

Crema tiramisù al limone
crema al limone
250 gr di mascarpone
200 gr panna
2 gocce di aroma alla vaniglia
buccia di limone in polvere

Sciroppo al limone
400 gr acqua
60 gr di zucchero
30 gr di limoncello
la buccia di un limone
2 gocce di aroma alla vaniglia

Per lo sciroppo, in un pentolino, ho fatto bollire l'acqua con lo zucchero e la buccia del limone priva della parte bianca interna. Una volta raffreddata ho aggiunto l'aroma alla vaniglia ed il limoncello e messo da parte.
Per la crema ho miscelato lo zucchero con l'amido di mais per non fare grumi, ho aggiunto l'acqua, la spremuta di limone filtrata, la buccia , l'aroma alla vaniglia e l'ho cotta a fiamma dolce mescolando di tanto in tanto. A cottura ultimata l'ho messa in una ciotola di vetro e vi ho sciolto il cioccolato bianco, l'ho messa ad intiepidire coprendola con la pellicola a contatto per evitare il formarsi della pellicina.


Nel mentre ho montato la panna e riposta in frigo.
Ho montato il mascarpone e successivamente ho amalgamato la crema al limone un po' per volta con una frusta, effettuando movimenti dal basso verso l'alto.


In ultimo ho aggiunto al precedente composto la panna sempre allo stesso modo.


Ho messo l'estensibile in acciaio 20 x 24 su di un piatto da portata coperto con la carta forno solo sul bordo esterno per non sporcarlo e ho proceduto all'assemblaggio del tiramisù. Uno strato di savoiardi imbevuti nello sciroppo al limoncello, crema tiramisù al limone e di buccia di limone in polvere.


Con queste dosi ho fatto due strati. Ho decorato la superficie con zeste al limone, scaglie di cioccolato bianco (riccioli ricavati con il pelapatate cioccolato freddo da figo) e buccia di limone in polvere.


dopo un periodo, se pur breve out per me, questo tiramisù è un toccasana per l'umore e per me vale!!!



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